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mercoledì 12 ottobre 2011

Letture e ascolti


Nella mia riscoperta del Mister No nolittiano mi sono imbattuta in un paio di storie di un Tiziano Sclavi trentenne - una che inizia dal n.105 ("Ombre rosse"), disegnata da Diso, e l'altra che segue a ruota ("Alien!", n. 108), più breve, con un giovane Civitelli alle chine.
La storia "americana" di Sclavi porta Mister No in Arizona, ospite di un miliardario bizzarro (e della sua famiglia). Piena di risvolti comici e surreali questa trasferta è il pretesto per osservare un lungo elenco di luoghi comuni sul West, che però vengono sbeffeggiati o rivoltati in maniera tipicamente "sclaviana": il vero e il falso vengono continuamente mescolati a una velocità tale che la verso la fine si avverte un po' di sfaldamento, data la lunghezza della storia (quasi tre albi).
Qui Mister No fa quasi solo da spettatore, perennemente sorpreso dall'assurdità delle situazioni; tuttavia i dialoghi sono scoppiettanti e le citazioni numerosissime, la storia è davvero godibile e la consiglio a chi non l'ha mai letta.
A seguire invece c'è "Alien!", in cui la tematica del diverso è simbolicamente trattata attraverso il confronto con il "nemico" sovietico dell'era della guerra fredda (la storia è ambientata nel 1953). A parte qualche concessione finale alla retorica anche qui Sclavi sa destreggiarsi bene tra toni umoristici e malinconici, sapendo far risaltare bene l'umanità dei personaggi.

Tra i pochi acquisti recenti di fumetti segnalo lo strano manga di Kengo Hanazawa (che non conoscevo) "I am a hero", edito da GP Publishing; il disegnatore è molto bravo, ma soprattutto la storia ha una tensione che sotto traccia avanza per tutto il volume, acquistando man mano dei risvolti inquietanti. Anche qui c'è la storia di un mangaka in crisi, mezzo fallito, con evidenti problemi psicologici (o no?); il tema vedo che è molto trattato ultimamente.

Infine non posso fare a meno di segnalare un fumetto digitale acquistabile (in inglese) all'interno della app per iPad di McSweeney's: "Touch Sensitive" di Chris Ware. La storia è formata da non molte pagine, ma costa anche 0,79 c., e l'esperienza di lettura vale veramente la pena, dato che qui finalmente si inizia a vedere cosa si può realizzare nelle arti visive narrative sfruttando la peculiarità del mezzo iPad.
Nella seconda foto postata sopra (cliccare per ingrandire) si possono vedere in fila tre schermate seguenti una all'altra: con il tocco a destra, a sfogliare la pagina, si vede apparire una parte di fumetto, seguita poi dall'altra che appare accanto. Chris Ware costruisce un percorso visivo di cui noi possiamo controllare solo i tempi, ma non lo fa solo banalmente aggiungendo pezzi di fumetto a ogni cambio pagina.
Ogni pagina è costruita in maniera diversa, ed è strettamente collegata al contenuto: altre pagine non presentano nessuna giustapposizione, in altre invece la direzione di lettura viene alterata, facendo comparire al tocco una vignettina a sinistra, piuttosto che a destra. E' presente anche una bellissima doppia splash page, o anche in un paio di vignette un cambiamento della stessa in alcuni particolari, come una piccola animazione.
Chris Ware qui è regista della storia, ma una storia che non è animazione e non è fumetto: è altro, è qualcosa che nasce per essere fruito attraverso l'iPad (e si spera in futuro su altri tablet non Apple).
Segnalo un paio di problemi: chi ha già letto "Jimmy Corrigan" deve aver avuto una buona vista, data la piccolezza dei caratteri dei balloon (e anche dei disegni); qui è lo stesso, dato che la pagina non si può zoommare (e mi sembra giusto, spezzerebbe la composizione così ben studiata da Ware): il mio consiglio per i cecati come me è di premunirsi anche di una lente d'ingrandimento (non sto scherzando, io ne ho comprata una, molto utile).
Altra cosa che manca (o che non funziona) è la possibilità di tornare alla prima pagina del fumetto se si è cominciata la lettura: neanche arrivando all'ultima pagina si riesce e ricominciare daccapo, bisogna scorrere all'indietro tutto il fumetto - abbastanza scomodo e bizzarro.

Ascolti: il mio amico musicista Federico Moi mi ha segnalato un autore davvero interessante, Alberto Arcangeli. La mia ignoranza in fatto di musica non mi permette di descrivere bene il genere della musica di Arcangeli, ma le influenze mi sembrano varie (in alcuni casi non credo di sbagliare avendovi sentito echi beatlesiani, ma non sono i soli), e su tutto prevale lo strumento della chitarra.
Qui è possibile scaricare gratis (o con un minimo contributo, a scelta) il suo ultimo cd, o anche altri due album più vecchi - ma "Pop Down The Rabbit Hole" lo consiglio davvero, è molto bello.
Da notare la bella grafica e i disegni delle copertine, realizzati da Massimo e Maddalena Arcangeli.

Podcast: segnalo che alla trasmissione Ad alta voce è in lettura "Il grande Gatsby" di F.S. Fitzgerald; per chi non ha mai letto il libro, come me, un'ottima occasione per ascoltare un classico. Se avete iTunes o simili si possono scaricare insieme tutte le puntate fin qui apparse.
Guardarsi intorno e approfondire: alla trasmissione Alaska di Radio Popolare di Milano Marina Petrillo da tempo segue gli avvenimenti della "primavera araba"; in questa trasmissione di ieri si parla degli scontri tra copti e musulmani in Egitto, abilmente sobillati da chi ha interesse a farlo - certo però che le appartenenze religiose si prestano più di tutte a essere strumentalizzate per odii, scontri e fanatismi...
La Petrillo legge, traducendo, i resoconti di testimoni,  giornalisti o blogger che vivono in prima persona gli avvenimenti; mi ha colpito la descrizione di un inizio di scontro tra due gruppi opposti che d'improvviso si sono fermati quando qualcuno ha iniziato a intonare una canzone (credo popolarmente nota agli egiziani) che parla dell'essere una cosa sola di copti e musulmani.
Non so se sia vera questa cosa, ma certo rende l'idea dell'assurdità delle divisioni di questo genere e di quanto il voler aggredire qualcun altro è un istinto facilmente manovrabile, purtroppo ben presente a tutti i livelli, nel mondo.

Immagini fumetto © Chris Ware/McSweeney's

4 commenti:

  1. A proposito di riscoperte MisterNoiane, io che seguo la ristampa delle Edizioni If, sto leggendo da qualche mese proprio i cicli di storie di Sclavi e di Castelli. Alcune sono davvero delle chicche (come quella di Sclavi ispirata al fantasma dell'opera), ma in generale, quelle storie, si fanno leggere davvero con piacere.

    Non a caso Chris Ware è il più grande narratore (e metanarratore) a fumetti sulla faccia della terra :)

    Il fatto che sia su iPad potrebbe essere uno dei buoni motivi per possedere un iPad. Sarei curioso di capire se esistono altre app di McSweeney, una realtà editoriale tra le più origininali e incantevoli di sempre.

    Mi sono reso conto solo ora di aver sgarbatamente omesso di commentare il tuo bellissimo Mister No di tre o quattro post fa. Eppure è stupendo (le zone d'ombra molto plastiche sulla giubba sono incantevoli :)
    Mi è quasi venuta voglia di stamparlo e inchiostrarlo.

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  2. Luigi@: sgarbato?, ma figurati!, i post sono tanti e spesso sfuggono, o non si ha niente di particolare da dire:)
    "Il fantasma dell'opera" lo devo ancora recuperare, sono curiosa...come sono curiosa di vedere eventualmente, se ti va, una tua inchiostrazione su un mio disegno - sarebbe bello!

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  3. io ho ascoltato il diavolo in corpo, letto da Paola Pitagora. Molto bello. Ad alta voce e' un gran bel servizio radiorai. ciao

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  4. Ciao Onelulu - sì, "Ad alta voce" propone sempre delle letture interessanti, soprattutto molto curate; la scelta dei lettori/attori è sempre azzeccata.

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