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giovedì 10 novembre 2011

Opinioni, web, disagio

Ho in cantiere un post su libri e fumetti digitali che terminerò a breve, e poi sto per preparare un video tutorial su come usare la funzione "Story" in Manga Studio; dopo di ciò credo che mi prenderò un po' di riposo da questo blog, ma più che altro dalla mia intensa vita internettiana.
E' una decisione che ho preso stamattina, mi sono resa conto non tanto del tempo che mi porta via (a quello si può rimediare con alcuni accorgimenti e un minimo di autocontrollo - sempre più facile che seguire una dieta comunque) quanto del disagio che da un po' sento salire nel leggere post, opinioni e commenti in giro sulla rete.
Forse è solo un periodo di mia saturazione, non lo so, o di ipersensibilità; fatto sta che certe discussioni accese non le reggo più, non sopporto più il livore, l'astio, il disprezzo, certe volte anche il razzismo che traspare nei luoghi più vari  (ho dovuto smettere di seguire un paio di blog in cui pure avevo trovato post interessanti perché il loro tono e certe affermazioni mi facevano venire il voltastomaco).
Ma questo è il meno, il mio problema è che inizio a sentire disagio anche nei luoghi dove si discute pacatamente, ma dove la diversità di giudizi in merito alle cose più varie - dai fumetti alla tecnologia, dalla politica alla società - mi pone talmente tanti interrogativi da non riuscire più a trarre benefici da punti di vista totalmente diversi dai miei: mi chiedo in continuazione se per caso sono cretina io, che non mi accorgo di certe cose o se non le capisco proprio.
La sensazione di sfasamento è forte, non si tratta neanche di non saper accettare la diversità di giudizio sulle cose - che per conto mio dovrebbe essere una cosa naturale nelle persone aperte di mente; è che proprio non riesco più a dare il giusto peso alle opinioni delle varie persone, alcune delle quali sarebbero da prendere in considerazione più di altre per la loro serietà ed intelligenza.
Il web è un calderone estremamente poco selettivo, il cretino e l'ignorante vi può prosperare allo stesso modo e con lo stesso peso dell'informato e dell'intelligente e sensibile.
Un po' di riposo forse mi resetterà i neuroni della consapevolezza, non ho idea, per adesso metto da parte un post che avevo in mente di scrivere ieri su Tintin, sui fumetti ma anche sul film di Spielberg che ho appena visto: e sì, a me è piaciuto e non so spiegare bene perché, mentre mi rendo conto che tanti estimatori e non del fumetto si sono annoiati o lo hanno proprio schifato (tranne Recchioni, con cui invece spesso non concordo su altro...).
Decisamente ho bisogno di riposo e dedicarmi tranquillamente alla lettura di tutte le cose che ho accumulato in questo ultimo anno.

13 commenti:

  1. Non ti allontanare troppo però eh? Che tanto, purtroppo, il cretino o l'ignorante mica vanno in vacanza in tua assenza. Meglio se, appena riposata, torni bella pimpante a deliziarci con qualche disegno che quello non fa mai male! A presto e... buon distacco.

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  2. Tin Tin mi è piaciuto. Però ammetto che quando sono uscito dalla sala ho avuto la sensazione che mi fosse mancato qualcosa. Boh!

    Quanto al desiderio di prendersi una pausa dalla rete... oddio, decisione sacrosanta. Pure a me è capitato. A volte ci si ubriaca davanti all'offerta di informazioni che la rete propone. Buon Distacco ^^

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  3. Sì grazie al Web siamo inondati da informazioni, di tutti i tipi. Ogni tanto bisogna prendersi una pausa. Poi i cretini: pensa a me che sono tra i padagni duri & puri (e adesso disorientati)!
    Dai, a presto!

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  4. Ci sono molti modi per filtrare fuori dalla nostra vita coloro con i quali c'è maggiore disarmonia.

    Alcune uscite sono strepitosamente rivelatrici. E la falce cala impietosa.

    Personalmente non sono imbarcato nella crociata di convincere nessuno delle mie opinioni, delle quali posso tranquillamente discutere tra me e me per ore e ore.

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  5. Solidarietà per la tua decisione. Dal canto mio posso dirti di aver passato più o meno lo stesso periodo di frustrazione e di aver risolto dopo poco con della buona, sacrosanta selezione. Gente che mi infastidiva e non volevo vedere più nemmeno dipinta, semplicemente l'ho evitata come la peste e ne ho guadagnato. Un'altra cosa che ho imparato a fare (e non è cosa affatto facile, credimi) è evitare di entrare anche in quelle discussioni che ti stanno a cuore. Quando si tratta di internet, la realtà è che anche la pecora si sente in dovere di essere leone, perchè si è nascosti dietro al monitor di un pc o all'anonimato. Tutti bravi, tutti critici, tutti capaci ed esperti.

    Guarda solo ed esclusivamente le cose belle che ti piacciono. Fai cadere tutto il resto :)

    Un abbraccio.

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  6. Innanzitutto grazie a tutti per il sostegno e per i consigli; mi limiterò nello zigzagare tra i siti perigliosi e sconosciuti, non mi esimerò dal continuare a seguire quelli degli amici - e voi lo siete:)
    Quando mi scapperà qualche disegno o qualche tutorial lo posterò di sicuro.
    masayume@: io con me stessa ho ancora delle diffidenze che mi impediscono di intraprendere discussioni e riflessioni fruttuose, ho ancora bisogno degli altri!
    Certo, avete ragione tutti, bisogna essere capaci di filtrare e potare, anche brutalmente, ma a volte non è così chiaro che quel tale blog è illeggibile o irritante; a volte la cosa è più sottile, e per una dubbiosa cronica come me è difficile fare scelte drastiche - ma dovrò farle.

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  7. Anch'io ho avuto i tuoi stessi problemi... Non è giustificabile nemmeno, secondo me, l'anonimato che garantisce in certi casi Internet. C'é un uso talmente scorretto della parola che fa venire il voltastomaco... Ti capisco... anche se spero che ogni tanto ci terrai aggiornati sul tuo lavoro.

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  8. a volte anch'io sono disturbato da opinioni di blogger che seguo per l'ammirazione che nutro nelle loro doti professionali. L'importante è mantenere una propria indipendenza critica (come certamente fai tu), internet è uno strumento importante. Non lasciarci.

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  9. Mi terrò comunque informata sulle novità digitali e fumettistiche, scriverò meno ma non scompaio, è solo un momento di rallentamento, più che di pausa.
    Aggiornerò sul mio lavoro, che intanto procede bene (sono a due terzi di un Nathan Never).

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  10. Il mio attuale atteggiamento è di commentare solo una volta. Dici la tua e scappi! In genere faccio così, senza più tornare nel post in questione. Anche per una questione di tempo. Purtroppo mi succede anche nei blog dove non ci sono discussioni ma ci si scambia magari informazioni (tipo questo). Senza volerlo, solo che mi dimentico di "tornare". Per questo a volte non rispondo se mi si pone domande nel tread.
    Ma dopotutto, il commenta e scappa mi sembra l'unico modo per partecipare senza lasciarsi trascinare in discussioni infinite e spesso inconcludenti.

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  11. Izzy non so perché il tuo commento era finito nello spam!
    Comunque forse fai bene a fare il commentatore "one shot", in alcuni casi (non tutti) è penoso leggere i botta e risposta su alcuni post, anche perché è veramente difficile condurre una "discussione animata" con qualcuno senza esserci di fronte: sul web si rischia spessissimo di essere fraintesi e di trascendere.

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  12. Sembra davvero che questa tua riflessione sia un pò nell'aria, Pat. In queste ultime settimane sto soffredo lo stesso effetto e sto arrivando a pensare che, in questo settore, che in Italia è molto refrattario alla critica (parlo di contenuti, non di "contenente") ufficiale, "costringendo" gli appassionati ad esprimersi in blog e forum (mentre i professionisti possono, all'occorrenza, indossare la maglia del critico per poi togliersela tornando professionisti), non ci sia molto spazio per porre domande nevralgiche che, imho, aiuterebbero questo medium ad essere più credibile (quindi più interessante) di quello che oggi in realtà è.
    Personalmente non ho mai badato a colui che critica ma alla critica in sè. Se argomentata va bene, altrimenti chiamarsi Umberto Eco o sticazzi77 non da più valore a ragionamenti dalla logica "oscura".
    Lo dico da persona che ha sempre argomentato critiche o dubbi sull'etica professionale, celandosi nell'anonimato, e ricevendo da autori, da professionisti, risposte piccate, attacchi a livello personale ma, quasi mai, spiegazioni credibili.

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