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venerdì 23 aprile 2010

Prati urbani

Vicino casa mia, aldilà del naviglio, una volta c’era una specie di campo selvaggio soprannominato (non so da chi, nè se fosse popolarmente in uso) “l’inferno”. Accanto all’”inferno” sorgeva ( e sorge tutt’ora) un comprensorio di case popolari, e più in là un intero quartiere che si estende verso Famagosta.
Una strada a senso unico separava il naviglio dall’”inferno”, pieno di sterpaglie e sprofondato di almeno 60-70 cm rispetto al livello della strada. Questa caratteristica “geologica” faceva sì che la temperatura all’interno del perimetro del campo fosse stranamente PratoArato_800x600più bassa di qualche grado, e spesso in autunno vi sostava una coltre di nebbia umida e inquietante.
Da qualche anno l’”inferno” non c’è più, al suo posto c’è una specie di parco che circonda un intero piccolo quartiere costituito da diversi palazzi. E’ un parco niente male, attrezzato con un campetto da basket, un’area giochi, un paio di (piccole) aree per cani, molte panchine, alberi, e da poco (era ora) anche una fontanella. Il manto erboso e le piante sono ben tenute, credo che la rasatura e l’innaffiatura (d’estate) siano gestite dal comune, poiché l’accesso è libero e sono presenti i soliti cartelli generici di tutti i parchi cittadini. PratoAlberi_800x600
Bene, da qualche mese la tosatura del prato viene effettuata non più dalle solite “trebbiatrici” da prato (motorizzate, ma di mole contenuta) ma da veri e propri trattori che riducono il prato così come si vede nella prima foto: a voi sembra normale? Sedersi su un prato pieni di bozzi non è piacevole, nè è bello vedere le impronte dei cingoli lungo tutto il prato.

Nella seconda foto, oltre a far notare le solite impronte da trattore si può vedere il filare di alberi che è lo stesso della foto seguente: qui una coppia di Germani reali approfitta dello specchio d’acqua creato dalle copiose piogge del mese scorso (peccato che avevo con me solo la scarsa fotocamera del mio cellulare). Nelle altre due foto si vede la mia cagnolina che tenta di raggiungere i due pennuti, prontamente fermata da un mio ordine; per fortuna Milou non ha fatto scappare la coppia, che comunque sembrava dotata di un certo aplomb.

AnatreMilouAnatre (1)MilouAnatre
Il piccolo laghetto non è durato molto, assorbito dal terreno celermente nei due giorni seguenti; purtroppo conosco la fine che ha fatto almeno uno dei due Germani (non ho potuto distinguere se fosse il maschio o la femmina): evidentemente durante un volo (una fuga precipitosa?) verso il naviglio un’automobile deve aver investito l’uccello che era riverso sul bordo della strada (quella che costeggia il prato, ex “inferno”).
La settimana seguente mi è capitato di vedere nuotare nel naviglio, quasi vicino al punto dell’”incidente”, un’altra coppia di Germani reali: l’umana propensione a costruire storie (possibilmente a lieto fine) mi ha fatto immaginare che uno dei due uccelli potesse essere il superstite della coppia del laghetto…chissà…

6 commenti:

  1. ciao, pero' se non mi sbaglio le differenze tra germano reale maschio/femmina sono nette, molto piu' che tra merlo maschio/femmina... o volevi dire che non sei riuscita a distinguere il malcapitato/a perche' era proprio ridotto male?
    che carina la tua cagnetta.
    (piu' che tosatura li sembra che abbaiano arato il terrreno, segnala la cosa al Comune). ciao

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  2. Sì, Onelulu, il povero uccello era ridotto malissimo e lo vedevo anche da abbastanza lontano, non me la sono sentita di avvicinarmi. So che il dimorfismo sessuale in questa specie è molto accentuato, anche io che di ornitologia mastico poco riesco a distinguere i due sessi dei germani reali - il che è tutto dire...!

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  3. Proprio ieri ne ho visti 3 sul Tevere vicino Ponte Marconi.
    Vederli volare rasenti all'acqua è stato molto bello.
    Da tempo vicino al ponte c'è anche una colonia di Gabbiani di tutti i tipi, ogni tanto prendono il sole sulla ringhiera, che spettacolo.
    Allego una foto

    Ciao

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  4. Ciao Finello, grazie per la foto.
    Nonostante il gabbiano sia un uccello da prendere con le molle a me piace molto; incredibile a dirsi ce ne sono anche e Milano, lungo i Navigli. Ci sono degli anni in cui non li vedo affatto, altri dove ricompaiono in numero variabile - chissà se c'è qualcuno che studia queste popolazioni e le loro dinamiche...

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  5. Io ho già i miei bei problemi a distinguere tra regno animale e vegetale (se è verde, è vegetale; se si muove in assenza di vento, è animale), figuriamoci se riuscirei a distinguere tra germano reale maschio e femmina (e vedendo le foto stavo già per scriverti: ma sono delle anatre!). Milou, invece l'ho riconosciuta :-)

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  6. Be', i Germani reali sono anatre se non sbaglio! Purtroppo dalle foto non si nota che il maschio ha una bellissima livrea colorata, la femmina invece è su un tono tutto sul marroncino chiaro.

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