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sabato 2 luglio 2011

Comprare anche fumetti a naso

Di solito i fumetti li compro nei negozi specializzati, raramente in libreria, quasi mai in edicola (lo facevo fino a una quindicina d'anni fa, prima di iniziare a frequentare le fumetterie).
Alcuni fumetti li compro sapendo più o meno cosa aspettarmi - o perché fanno parte di una serie che conosco, o perché amo l'autore; di altri ho sentito molto parlare, ho visto qualche tavola, più o meno so che possono interessarmi per qualche motivo (può essere la storia in sè, il modo di raccontarla, il disegno); infine ci sono i fumetti di cui ho ignorato l'esistenza fino al momento in cui li ho visti sullo scaffale di una fumetteria.
Questi ultimi li sfoglio sempre, anche se la copertina non mi attira; devo dire che quasi sempre a una brutta copertina corrisponde un fumetto non interessante (per me naturalmente), mentre non è sempre vero il contrario: spesso belle copertine nascondono un fumetto non all'altezza.
Comunque la regola è: sfogliare, sempre; spesso però mi dimentico di leggere almeno 3-4 pagine per coglierne la solidità narrativa, cosa che mi è costata diverse delusioni.
Al primo modo di scegliere i fumetti corrisponde il recente acquisto de "La signorina Else" di Manuele Fior, opera precedente al pluripremiato "Cinquemila km al secondo" di cui avevo parlato in questo post. Cercavo da tempo questo volume, che non trovavo, e quando l'ho visto settimana scorsa da Supergulp l'ho preso.
Al secondo tipo appartengono invece due fumetti molto diversi tra loro: "Barcazza" di Francesco Cattani e "Dr. Morgue", il bonellide edito da Star Comics. Di entrambi ho letto diverse cose in rete e la curiosità mi ha spinto all'acquisto.
Dei fumetti fin qui citati ho potuto leggere solo i due numeri fin qui usciti di "Dr. Morgue", scritto da Rita Porretto e Silvia Mericone, albi disegnati da Francesco Bonanno e Daniele Statella/Marco Fara: per chi ama il fumetto seriale popolare credo valga la pena seguire il percorso di queste due sceneggiatrici di cui sentiremo ancora parlare, credo.
Poi ci sono i fumetti che ho comprato così, a naso, perché sono stata attirata prima dalla copertina, e dopo dal disegno che ho ammirato sfogliando le tavole; è il caso di "Inès" di Loïc Dauvillier e Jérôme d'Aviau (a me sconosciuti) , e poi di "Skim" di Mariko Tamaki e Jillian Tamaki (cugine).
"Skim" l'ho appena letto e mi ha colpito molto (non solo per le splendide splash page di sapore orientale); la protagonista è una ragazzina qualsiasi (be', anche metà giapponese e un po' rotondetta) di uno dei soliti licei americani, ha un'amica del cuore, tiene un diario - e insomma solite tematiche adolescenziali, più o meno. Più o meno, perché con apparente semplicità questa storia racconta anche altro, ed è un altro che potrebbe interessare le nostre figlie, cugine, amiche (di un tempo, se non si ha più l'età); si parla di amicizia, del suo evolversi, della morte, di omosessualità, del sentirsi estranei ma anche simili agli altri.

5 commenti:

  1. Io non sono in grado di comprare fumetti o libri "a naso" il 90% delle volte che mi succede compro boiate pazzesche (come di recente) quindi evito.
    Preferisco affidarmi a recensioni e consigli tipo quelli di questo blog :)

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  2. Be', il mio "naso" funziona con me, attraverso gli altri non so!

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  3. Intendevo dire che è sempre meglio dare una sfogliata, anche sa ci fidiamo dei consigli di amici o blogger:)

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  4. Avevo segnalato tempo fa Jillian Tamaki (qui: http://luigibicco.blogspot.com/2010/12/cose-buone-dal-web-13.html) perchè è un'illustratrice spaventosamente delicata. Il fatto che avesse disegnato anche una graphic novel, però, mi era sfuggito. Grazie per la segnalazione ;)

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  5. Luigi@: grazie anche a te!, io non avevo cercato il blog di questa artista - veramente tante cose molto belle da vedere (il tuo post o mi era sfuggito o forse all'epoca ancora non ti seguivo).

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