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venerdì 8 gennaio 2010

Leggendo un vecchio numero di "Linus"

Se sono sola a pranzo di solito leggo qualche rivista – Internazionale, Le Scienze, qualcosa di cui non occorra sfogliare subito la pagina! Oggi non avevo nulla sotto mano così sono andata a recuperare un numero di "Linus" dallo scaffale apposito: uno scaffale con una sessantina di numeri di "Linus" acquistati in blocco più di dieci anni fa, con numeri per la maggior parte degli anni tra il 1969 (pochi) e il 1978, più i primi due numeri (del 1965).


In quell’arco di tempo "Linus" mantiene sempre lo stesso formato, e la presenza costante dei Peanuts; per il resto si vedono scorrere gli anni (e che anni!) e i fumetti, come in un piccolo viaggio indietro nel tempo.
Il numero che ho letto (non proprio tutto dall’inizio alla fine) è quello del gennaio 1969: all’inizio c’è un lungo articolo di Giorgio Soavi che descrive un incontro con l’amico (si evince) Folon a Parigi. All’epoca Folon doveva avere 35 anni, già famoso e bravissimo, e "Linus" pubblica a corredo dell’articolo diverse illustrazioni (ahimè costrette nel bianco e nero), disegni, fumetti.
Si prosegue con Peanuts, e poi le pagine della posta ( il cui tono e le cui allusioni mi risultavano misteriose tanti anni fa, e forse anche adesso) corredate da Bristow. Subito dopo ecco il grande Copi, presente spesso in pubblicità visibili sul giornale, come quella molto bella a fine pagina per Benetton!
Interessante l’articolo di Rino Albertarelli reduce da una Lucca un po’ movimentata – non so se per l’influenza del periodo “caldo” o per questioni meramente fumettistiche. Tra Feiffer, Valentina di Crepax, Li’l Abner (che facevo e faccio fatica a leggere a causa del linguaggio particolare – e non so se la traduzione rende giustizia all’originale), B.C e Wizard of Id mi colpiscono invece Pogo – con i suoi riferimenti alla realtà contemporanea americana (l’apparire sorprendente, tra animaletti e alberi e natura, di una squadriglia di aerei da guerra) e un Braccio di Ferro del 1937 molto Chapliniano (bellissimo, dove Braccio di Ferro distribuisce “gnocchi coi controfiocchi” in abbondanza per aiutare una ragazza affamata e senza un soldo).
Presente spesso in quegli anni su "Linus" anche Krazy Kat con una bella storia di grilli – surreale ma mica tanto...

Grazie a Gianfranco Goria per la foto.

13 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. Sigh!
    Non mi ricordo di tutto ma parecchio: Feiffer, Pogo (difficile da tradurre, in America sono usciti parecchi albi, stupendi, non ne ho neanche uno ma forse con internet prima o poi...), Li'l Abner.
    Qui il linguaggio è davvero difficile da tradurre e quelli di linus avevano trovato un modo interessante: il bergamasco. Naturalmente per loro era facile (pota!), ma orami anche tu dovresti esserti ambientata.
    Con Braccio di Ferro capita una cosa simile. Nell'originale tutta la sua famiglia parla storpiando malamente le parole, non so bene se è un linguaggio reale o inventato. Viene pubblicato quotidianamente a questo URL: http://www.sfgate.com/comics/ scegli Popeye in "choose a comic".
    Adesso vado alla ricerca di Li'l Abner, chissà se è in rete?

    (questo commento l'avevo postato pochi istanti fa, con errori di ortografia)

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  3. Ciao! ti scrivo qui perchè è l'ultimo ma ..certo che mi ricordo di Ossian!!! avevo anche fatto qualche tavola per conto mio da casa, bè allora i blog non c'erano e quindi...
    onoratissimo di conoscerne una disegnatrice,se non altro per la valenza storica :^)
    ciao

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  4. Forse di Pogo è uscita una qualche raccolta ultimamente...nelle collane dei quotidiani? Boh...

    Ciao Bufi, ma ce l'hai ancora quelle prove con Ossian? Sarebbe carino poter vedere qualcosa...

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  5. How much wood would a woodchuck chuck if a woodchuck could chuck wood?
    Con Pogo ho imparato il mio primo scioglilingua inglese e da allora non l'ho più abbandonato. Io ne ho due raccolte: una degli anni '70, credo ormai introvabile, e una uscita con il quotidiano Repubblica (credo fosse la prima serie di fumetti allegata).

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  6. Faccio fatica a leggerlo lo scioglingua, figurati a pronunciarlo!
    Allora ricordavo bene di Pogo, e della raccolta con un quotidiano...!

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  7. Ho trovato Li'l Abner, qui: http://comics.com/lil_abner_classics/
    ripubblica quelli vecchi.
    Invece su Pogo mi sto perdendo: Massimo ti riferisci alle raccolte pubblicate in italiano da Milano Libri (quelli di Linus) e Repubblica? Poi lo scioglilingua è di Walt Kelly? o divulgato da Pogo? o cosa? Dai non lasciarmi nell'incertezza, googlando, non esaustivamente, non ho trovato riferimenti a Pogo.

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  8. La raccolta più recente dei fumetti di Pogo credo sia quella uscita con Repubblica alcuni anni fa.

    I Classici del fumetto di Repubblica n. 51

    Il link per consultarne la scheda su aNobii

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  9. @juhan: in questo momento la prima raccolta è ancora in uno scatolone in garage, quindi non posso controllare chi fosse l'editore; la raccolta aveva una copertina rigida marrone e sul davanti c'era una quadrato bianco con l'immagine di Pogo.
    Lo scioglilingua credo sia un classico che Kelly fa dire a Pogo (o a un altro animale); era in una storia della prima raccolta dove c'era anche questo: "How much ground would a ground hog hog if a ground hog could hog ground?" :-)
    Anche di Li'l Abner ho una raccolta, e questa dovrebbe essere di Milano libri.

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  10. Grazie, vedo che c'è in progetto di ripubblicare tutto http://www.comicbookbin.com/fantagraphicsbooks015.html
    anche se è in ritardo pazzesco. Speriamo.
    Ma tornando a Linus: io mi ricordo che quando facevano i referendum con i lettori Pogo non era mai tra i primi, anzi...
    E poi mi ricordo che ObB doveva giustificare Al Capp che era diventato reazionario (decisamente) e poi Linus ha cominciato a pubblicare addirittura Jacovitti (e questo era troppo per me: Benito era rozzo e volgare), sigh, bei tempi, ero giovane.

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  11. Grazie della segnalazione, juhan. Secondo me, Pogo era (è?) poco apprezzato qui in Italia per due ragioni: innanzitutto, nella traduzione, difficile come tu hai evidenziato, si perde molto del divertimento dei giochi di parole originali; poi, alcune delle storie fanno riferimento a situazioni tipicamente americane, poco riconoscibili da un lettore italiano.
    Se non ricordo male, ad esempio, gli scioglilingua che ho scritto erano citati - non tradotti, ovviamente, ma neanche commentati - in una storia che parlava del "giorno della marmotta" (groundhog day). Non so, all'epoca, quanti dei lettori italiani potessero conoscere questa tradizione.

    (Ehm... scusa Patrizia per questa monopolizzazione del tuo blog...)

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  12. Ma no, mi fa piacere leggere discussioni sul fumetto così appassionate, siete i benvenuti...

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  13. Allora visto che a Patrizia va bene io mi ricordo che c'era tutta una serie di striscie su capire "president" invece di "precedent". E in queste cose era bravissimo il mio eroe preferito: Alberto. E invidiavo moltissimo i suoi sigari di quercia (tirano poco, ammetteva lui). Questa sera so cosa rileggere, con il rischio di finirlo prima di prendere sonno.
    Però adesso basta Pogo, Patrizia dicci di smettere ;-)

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